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Come negli altri Paesi europei invasi dai Tedeschi, anche in Italia si organizzò l'opposizione armata all'invasore. Le quattro giornate di Napoli (28 settembre - 1 ottobre 1943) costituiscono uno dei primi episodi della guerra di popolo contro i Tedeschi.

Le truppe Alleate intanto avanzavano lentamente, ma inesorabilmente: il 4 giugno 1944 venne liberata Roma, il 22 agosto Firenze. Ai Tedeschi non rimase che attestarsi sull'Appennino tosco-emiliano, lungo un sistema di difesa prestabilito: la linea gotica.
Intanto sulle montagne e nelle valli padane formazioni di partigiani impegnavano le truppe tedesche occupanti in una dura ed accanita guerriglia, sabotando i loro mezzi di comunicazione, cercando di scompigliare le loro retrovie e spesso passando anche all'azione. La reazione nazista esplose in crudeli rappresaglie che coinvolsero le popolazioni civili, con distruzioni e massacri di interi paesi. Ma le azioni continuarono senza tregua, costringendo gli invasori ad una lotta
logorante.

Nelle formazioni partigiane (Corpo Volontari della Libertà) ebbero particolare rilievo quelle politicamente organizzate quali le Brigate Garibaldi (comuniste), le Brigate Giustizia e Libertà (del Partito d'Azione), le Fiamme Verdi (democristiane), le Brigate Matteotti (socialiste) e le Brigate Autonome, non ispirate ad un partito, ma animate
dallo stesso ideale comune. Forte di 200.000 uomini il Corpo Volontari della Libertà agiva sotto le direttive dei Comitati di Liberazione Nazionale (C.L.N.) organizzati dai rappresentanti dei partiti politici sciolti dal fascismo.

Ma a questi si aggiunsero moltissimi giovani, proprio quelli che il fascismo credeva di aver fatto suoi nel "clima rovente del ventennio". Maturati agli orrori e distruzioni delle guerre e all'idea di una tirannia fondata sulla violenza e sull'oppressione di ogni
libertà, da imporre su tutta l'Europa, tanto loro quanto la stragrande maggioranza del popolo italiano, ritenne di lottare per un ordine sociale diverso. Fu una lotta per la libertà che diede un notevole contributo alla vittoria degli Alleati e che riuscì a creare anche alcune zone libere nella Val d'Ossola ed in Val Sesia, nelle Langhe, nel Modenese, nel Friuli.

Da questa lotta è nata la nuova democrazia italiana.

La Resistenza costituisce il fondamento storico della Repubblica e della nostra Costituzione.
Nel novarese e nel vco la Resistenza costò la vita a 1.200 partigiani. L'Anpi ha voluto ricordare alcune di quelle battaglie: www.anpi.it/novara_verbania/storia/index.htm