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Per ricordare il 60° anniversario della Liberazione, la Provincia di Novara, con Vedogiovane, Istituto Storico ed Anpi hanno pensato di promuovere momenti per facilitare un incontro tra temi, valori (e per quanto possibili testimoni e protagonisti) della Resistenza e mondo giovanile.
L’idea è di usare diversi linguaggi comunicativi per fare azioni divulgative tra i ragazzi rispetto a cosa sia stata la Resistenza, quali le ragioni che hanno spinto dei diciottenni a rischiare la vita per un ideale, facendo memoria, ma anche attualizzando quelle scelte e quei valori (la storia insegna che la democrazia e la pace non sono conquistate una volta per sempre e che quegli orrori si sono poi ripetuti ancora…). Così lavorando con i ragazzi e chiedendo loro di esprimersi usando canali espressivi quali la musica, le immagini, la scrittura, i graffiti, l’Assessorato provinciale all’istruzione ha promosso tre azioni:

 

La prima azione centrale: I SEGNI E LA MEMORIA
“Sarebbe necessario che ogni ragazzo avesse la possibilità di parlare con un partigiano”

 

La prima azione centrale della Provincia è la mappatura dei segni della memoria della Resistenza sul territorio e la successiva realizzazione e promozione di una serie di percorsi guidati che permettano di narrare le storie della Resistenza nei luoghi che sono stati scenario dei fatti.
L’obiettivo è di avvicinare i giovani ai temi della Resistenza e, per quanto possibile, anche a testimoni e protagonisti. Per questo motivo sono state pensate modalità che attivino gli studenti come ricercatori, intervistatori e comunicatori, sotto la regia dei docenti che collaborano con l’Assessorato Provinciale all’Istruzione. La supervisione storico-scientifica è curata dall’Istituto Storico della Resistenza.
Tra le scuole della provincia si è costituito un gruppo di docenti di storia che coordinando gli studenti (insieme a Vedogiovane) ha lavorato per effettuare una "mappatura" dei "segni della memoria" presenti oggi nei diversi paesi.

Gli strumenti di ricerca sono stati forniti dall’Istituto Storico (scheda standard, griglia di intervista, foto, testi, bibliografie, ecc.).
Questo lavoro di ricerca parte dall'individuazione dei cippi, delle targhe, dei monumenti, delle vecchie scritte sui muri, per fotografarli e poi procedere ad uno studio ed analisi degli accadimenti sia attraverso fonti bibliografiche (es. testi ed archivi comunali), sia attraverso la raccolta di testimonianze orali. Il periodo della ricerca è quello della Resistenza, ma nulla vieta lo sviluppo di altre azioni che da queste possono partire e che il singolo docente ritiene di approfondire.
L'obiettivo finale è la costituzione di un archivio in internet (il sito www.resistenzanovarese.it). Il materiale potrà essere anche oggetto di pubblicazione di un volume, Cd o dvd. Preliminare a questo lavoro di mappatura è, oltre l’elaborazione di strumenti di ricerca, anche la definizione di un kit del "giovane ricercatore". Non solo: viene elaborato un "lessico minimo comune" (es. per stage, eccidio, cippo, monumento, lapide, ecc.). Inoltre per quel che riguarda il Comune di Novara si ricercano anche altri "segni della memoria", oltre a lapidi e monumenti, visto che i ragazzi che abitano in città, coinvolti nel progetto, sono molti.
Per il 25 aprile, nei Comuni interessati, sono stati realizzati dei pannelli divulgativi/esplicativi con testi ed immagini d’epoca (2 metri x 1) ed in quella giornata gli studenti hanno guidato gruppi di persone interessate ad incontrare i posti che compaiono indicati nel loro lavoro di ricerca.
Si tratta quindi di percorsi di scoperta delle storie locali della Resistenza in cui a fare da guida sono stati degli studenti delle Superiori, coinvolgendo anche testimoni dell’epoca e partigiani. I ragazzi hanno organizzato la narrazione, mentre questi ultimi hanno portato la loro testimonianza diretta, con tutta la rilevanza che ne consegue.
Così, dopo un lavoro di programmazione tra docenti, studenti ed amministratori locali, nella giornata del 25 aprile 2005 in questi Comuni si faranno le visite guidate a cui parteciperanno i ragazzi, la generazione dei loro genitori, gli anziani ed i partigiani.

 

La seconda azione centrale: MUSICA RESISTENTE

"È proprio perché molti non hanno fatto niente, quando invece bisognava fare qualcosa, che tutto questo è successo"

 

La seconda azione centrale che la Provincia promuove è il concerto dei BeFolk, gruppo di giovani novaresi che si è distinto per un lavoro di ricerca sulle canzoni partigiane, successivamente riarrangiate e proposte al pubblico in chiave folk rock e power folk. I loro spettacoli sono seguiti da giovani ed adulti e sono corredati da immagini storiche cha appaiono sullo sfondo del palco. Ogni pezzo è spiegato ed introdotto. I musicisti sono dieci, con una sezione fiati di qualità.
Questo concerto in particolare è un’occasione per parlare di Resistenza attraverso la musica e le immagini. Vedogiovane, a Spazioper, già dal 2003, aveva sostenuto il lavoro dei BeFolk: furono riarrangiate alcune canzoni partigiane, a partire a “Il partigiano ardente”, che il Capitano Bruno aveva cantato a scuola in un incontro con i musicisti della band.

Oggi la band si è arricchita di una sezione fiati, arrivando a coinvolgere ben dieci musicisti. Non solo: il lavoro di ricerca musicale è continuato ed oggi in scaletta sono stati inseriti Bella Ciao, Fischia il vento, Valsesia, Partigiano ardente, Figli dell’officina, Quei briganti neri, Gorizia, La banda del sogno interrotto, La brigata Garibaldi, oltre a La guerra di Piero, Freedom e Cierro los ojos. La forza dei pezzi sta sia nei testi che nel riarrangiamento “power folk”, che trasmette al pubblico (giovani e non) un’energia per ballate trascinanti. Unite alle musiche vi sono poi le immagini e le parole che vengono proiettate su un mega schermo e che riprendono i temi delle canzoni (es. spezzoni di film, foto dei comandanti partigiani, immagini della Resistenza e della guerra). Inoltre il pubblico ha a disposizione un fascicolo di sala con i testi delle canzoni, un’introduzione sulla Resistenza e bibliografie e filmografie. Il tutto così (come le musiche e le immagini) curato da giovani che lavorano per altri giovani. Infine è stato prodotto anche il CD "Musica Resistente" con i canti dei partigiani riarrangiati dai BeFolk, vera e propria colonna sonora dei loro spettacoli.

 

La Terza azione centrale: TEATRO DELLA MEMORIA
Non dite di non volerne più sapere. Pensate che tutto è successo perché non ne avete voluto sapere. Giacomo Ulivi

 

La terza azione centrale che la Provincia ha promossoè stato l'allestimento di uno spettacolo di teatro della memoria, messo in scena da giovani studenti delle scuole superiori in collaborazione con l’Anpi, guidati dal regista torinese Enrico Gentina.
Fare “teatro della memoria” con i giovani significa lavorare attivando un percorso la cui finalità è quella di coinvolgere un gruppo di giovani che, guidati da adulti, ricerca materiale, testimonianze e racconti di chi ha vissuto un particolare evento storico (in questo caso l’avvento del fascismo e la Resistenza) e poi ne ricava uno spettacolo teatrale. Si tratta allora di una scommessa sul capire prima, e trasmettere poi, le tappe della storia costituzionale italiana, quindi la storia della nostra cittadinanza, l’origine della Repubblica, l’essenza fondamentale del vivere civile. Ma non solo: interessante è incrociare questa storia (la “Storia”) con la dimensione locale, con il fascismo e la Resistenza da noi, sul nostro territorio. Questa ricerca storiografica è stata coordinata dall’Anpi che ha supervisionato il materiale, garantito le fonti e lavorato con i docenti, insieme ad un gruppo di studenti che aveva interesse ad approfondire culturalmente questi argomenti. L’esito di questo lavoro è stato un “dossier” utilizzato come testo base per la sceneggiatura vera e propria.
Un altro gruppo di ragazzi viene coinvolto per lavorare sulla rappresentazione teatrale: un teatro che non è un documentario, ma è sensazione, spettacolarizzazione e storicità.
Riassumendo, si riporta una tabella con fasi del progetto, obiettivi e risultati attesi.